ASMR – Hai mai avuto un orgasmo cerebrale?

Si tratta di uno stato di piacere e di relax generato da stimoli visivi e uditivi: ecco come e perché i brand hanno deciso di usare l'ASMR.

Qualcuno che sussurra vicino a un microfono, che mangia dei cubetti di ghiaccio o che picchietta materiali come vetro o cartone: ci sono migliaia di video come questi condivisi su YouTube e con milioni di visualizzazioni.

La loro esistenza dipenderebbe dal cosiddetto ASMR, un fenomeno sensoriale diventato virale, che ha portato anche i brand a sfruttarlo nelle proprie campagne pubblicitarie.

Cosa porta, però, così tante persone a guardare questo genere di contenuti? E in cosa consiste, nello specifico, l’ASMR?

Secondo Wikipedia la autonomous sensory meridian response (in italiano “risposta autonoma del meridiano sensoriale”) indica una sensazione di formicolio in varie parti del corpo, spesso accompagnata da uno stato di rilassamento mentale.

A suscitarla concorrono numerosi stimoli: cerebrali oppure di natura visiva, uditiva o tattile, percepiti da un soggetto in modo attivo o passivo.

Altri invece parlano di una sensazione di formicolo provato in diverse zone del corpo o di brividi piacevoli nella zona della testa. Si tratta, dunque, di un’esperienza molto soggettiva che consiste in una che, a quanto sembra, non tutti sono in grado di provare, o almeno non allo stesso modo.

Ovviamente sono molti i brand che non si sono lasciati sfuggire l’opportunità di coinvolgere creando nuove esperienze sensoriali legate ai propri prodotti. 

Casi celebri li abbiamo nel settore Food & Beverage con la Birra Michelob (nel video che avete visto sopra), le famose alette di pollo KFC, e le altrettanto note patatine Ritz. Nella cosmetica invece un’esempio ce lo fornisce LUSH, che ha usato la tecnica per promuovere la sua “bomba da bagno”.

Un vero e proprio precursore però è lo spot della Pringles del 1997, creato quando ancora non esisteva il termine ASMR.

Beh che dire, a quanto pare non ci sono più gli orgasmi di una volta.

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